lunedì 5 agosto 2019

Derivati finanziari: i covered warrant

Il covered warrant è uno strumento finanziario derivato consistente in un contratto di opzione che conferisce la facoltà di sottoscrivere l’acquisto (call covered warrant) o la vendita (put covered warrant) di un’attività finanziaria sottostante ad un prezzo e ad una scadenza stabilita. 

A differenza del semplice warrant questo tipo di contratto può avere come attività sottostanti, oltre alle azioni, anche obbligazioni, indici azionari o obbligazionari, valute, tassi d’interesse o panieri di titoli.

I covered warrant seguono l’andamento dell’attività sottostante amplificandone le variazioni: sono tra gli strumenti più noti tra chi opera in leva finanziaria sui mercati regolamentati.

domenica 4 agosto 2019

Derivati finanziari: i warrant

Il warrant è uno strumento finanziario derivato equivalente ad un’opzione con cui l’emittente riconosce al possessore la facoltà di acquistare (call warrant) o vendere (put warrant) entro un periodo di tempo e ad un prezzo prefissati  azioni, obbligazioni, indici o valute.

Sono di solito utilizzati per rendere più appetibili emissioni di prestiti obbligazionari e aumenti di capitale delle stesse società emittenti o altre ad esse collegate: i sottoscrittori, infatti, pagano una somma superiore proprio per acquistare anche i warrant, che possono essere esercitati per ottenere azioni o obbligazioni dell’emittente o negoziati separatamente in Borsa qualora il regolamento di emissione lo consenta.

sabato 27 luglio 2019

Ulteriori contratti swap più noti

La grande flessibilità degli swap consente la produzione di numerosissimi contratti di questo tipo.

 Tra i più noti, oltre quelli già citati, ricordiamo:

- gli equity swap, in cui si scambiano i dividendi e guadagni in conto capitale su un indice azionario contro un tasso fisso o variabile;

- gli zero-coupon swap, in cui si scambia un pagamento in un'unica soluzione con un flusso di pagamenti periodici;

- i domestic currency swap, in cui si scambiano due contratti forward su due nozionali di riferimento espressi in valute differenti,definito un tasso di cambio iniziale. Alla scadenza le due controparti si impegnano a scambiare esclusivamente le differenze che si saranno registrate tra il tasso di cambio osservato a tale data e quello definito all'inizio del contratto;

- i basis swap, in cui si scambiano due flussi di pagamento entrambi a tasso variabile;

- i differential swap, in cui un flusso di pagamento a tasso variabile definito in valuta nazionale viene scambiato con un flusso di pagamento a tasso variabile denominato in valuta estera ed entrambi i flussi sono calcolati sullo stesso nozionale in valuta nazionale.

sabato 20 luglio 2019

Gli asset swap

Gli asset swap sono contratti in cui due parti si scambiano pagamenti periodici liquidati in relazione ad un titolo obbligazionario (asset) detenuto da una di esse.
I flussi di cassa sono determinati attraverso l’individuazione di un'obbligazione che, di solito, è a tasso variabile. Chi detiene l'obbligazione può scambiare il tasso variabile correlato ad essa con un tasso fisso.

L'obbligazione sottostante può anche essere a tasso fisso e, in tal caso, il contratto permette di scambiare il tasso fisso con un tasso variabile e viene denominato reverse asset swap. Nella prassi tuttavia questa distinzione terminologica non sempre è adottata, utilizzandosi indifferentemente la dizione asset swap.

Chi detiene l'obbligazione è detto asset swap buyer e corrisponde l'interesse connesso all'obbligazione. Di riflesso, l'asset swap seller riceve l'interesse dell'obbligazione e paga un tasso di natura diversa.
In caso di default del titolo obbligazionario, l'asset swap buyer cesserà di pagare, mentre l'asset swap seller continuerà a corrispondere l'interesse pattuito.

La funzione di questi contratti è quindi quella di scambiare un tasso fisso con un tasso variabile, come per gli IRS, ma in più c’è una copertura contro il rischio di default di una determinata obbligazione.
Anche gli asset swap sono in genere costruiti in modo che il valore del contratto alla data di inizio dello stesso sia nullo.

domenica 14 luglio 2019

I total return swap

I total return swap (TRS) sono contratti in cui una parte (protection buyer) cede alla controparte (protection seller) l'intero profilo di rischio/rendimento di un sottostante (reference asset), a fronte di un flusso di pagamenti periodici.
Questi pagamenti periodici sono in genere un tasso variabile maggiorato di uno spread (TRS spread).

La funzione di tali strumenti è la stessa dei credit default swap, dunque coprire il rischio connesso ad un titolo, ma sono diverse le modalità per conseguirla.


Con il TRS il detentore del titolo non corrisponde un pagamento periodico in cambio della protezione, come per il credit default swap,ma l'intero rendimento del proprio titolo (cedole e aumenti in conto capitale) in cambio di pagamenti periodici, definiti al momento della stipula del contratto, e della compensazione di eventuali perdite in conto capitale sul sottostante, inclusa la perdita estrema in caso di default.
Il possessore del titolo, il protection buyer, è di conseguenza chiamato anche total return seller,mentre il protection seller è denominato anche total return buyer.