Gli ETF o Exchange Traded Fund sono una particolare tipologia di fondi d’investimento o Sicav caratterizzati principalmente dal fatto di essere negoziati in Borsa come delle comuni azioni e di perseguire come unico obiettivo d’investimento quello di replicare l’indice al quale si riferiscono (benchmark) mediante una gestione totalmente passiva.
Essi, sintetizzando le caratterisriche tipiche di un fondo o di un’azione, consentono agli investitori di sfruttare i tratti essenziali di entrambi gli strumenti, quali la diversificazione e la riduzione del rischio, proprie dei fondi, e la flessibilità e la trasparenza informativa della negoziazione in tempo reale, come per le azioni.
Gli ETF permettono inoltre di prendere posizione sul mercato di riferimento con una sola operazione di acquisto (o vendita), beneficiare di proventi periodici, poichè i dividendi o gli interessi che il fondo incassa grazie ai titoli detenuti nel proprio patrimonio, oltre i proventi del loro reinvestimento, possono essere distribuiti periodicamente agli investitori o capitalizzati stabilmente nel patrimonio dello stesso fondo, ridurre i costi di gestione di un portafoglio e ridurre il rischio emittente. Essi sono infatti, a seconda dello strumento, Fondi Comuni di Investimento o Sicav e, come tutti gli OICR, hanno quindi un patrimonio separato rispetto a quello delle società che si occupano delle attività di costituzione, gestione, amministrazione e marketing: non sono, dunque, esposti al rischio di insolvenza, nemmeno in caso di fallimento delle società coinvolte.
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venerdì 4 maggio 2018
venerdì 13 aprile 2018
Come scegliere e monitorare il fondo
Per scegliere il fondo comune occorre leggere il KIID (Key Investor Information Document) che deve essere obbligatoriamente consegnato al sottoscrittore e concentrarsi sulle c.d. caratteristiche chiave, vale a dire:
- finalità e politica di investimento, dipendenti dalle principali tipologie di attività in cui il fondo investe con particolare riguardo, se rilevante, all'area geografica o settoriale di riferimento;
- profilo di rischio-rendimento. Ciascun fondo è classificato infatti con un indicatore sintetico di rischio che va da 1 (minimo rischio) a 7 (massimo rischio);
- costi, cioè le commissioni di sottoscrizione e/o di rimborso, le commissioni di gestione, e quelle di performance. Conoscere i costi è fondamentale, sia perché possono abbattere in maniera significativa il rendimento del fondo, sia perché molti fondi offrono formule alternative di costi che meglio possono soddisfare le nostre esigenze;
- rendimenti passati. Per ciascun fondo vengono riportati i rendimenti conseguiti negli ultimi 10 anni: un dato importante che però non va sopravvalutato in quanto, ovviamente, non vi è alcuna certezza di conseguire analoghi rendimenti in futuro.
- finalità e politica di investimento, dipendenti dalle principali tipologie di attività in cui il fondo investe con particolare riguardo, se rilevante, all'area geografica o settoriale di riferimento;
- profilo di rischio-rendimento. Ciascun fondo è classificato infatti con un indicatore sintetico di rischio che va da 1 (minimo rischio) a 7 (massimo rischio);
- costi, cioè le commissioni di sottoscrizione e/o di rimborso, le commissioni di gestione, e quelle di performance. Conoscere i costi è fondamentale, sia perché possono abbattere in maniera significativa il rendimento del fondo, sia perché molti fondi offrono formule alternative di costi che meglio possono soddisfare le nostre esigenze;
- rendimenti passati. Per ciascun fondo vengono riportati i rendimenti conseguiti negli ultimi 10 anni: un dato importante che però non va sopravvalutato in quanto, ovviamente, non vi è alcuna certezza di conseguire analoghi rendimenti in futuro.
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