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domenica 22 settembre 2019

Finalità dell’operatività in derivati: arbitraggio

Con il termine arbitraggio si intende un’operazione finalizzata ad ottenere un profitto certo senza che l’operatore corra alcun rischio.

Questo tipo di operatività si esplica di solito nell’acquisto o vendita di un’attività finanziaria e in una contemporanea operazione di segno contrario sullo stesso strumento su un mercato differente dal precedente, o su uno strumento diverso ma perfettamente sostituibile all’altro e avente identico sottostante.
In tal modo, se il guadagno ottenuto supera i costi per il trasferimento dell’attività da un mercato all’altro, si sfruttano le differenze di prezzo per ottenere un profitto.

Le differenze di prezzo che generano il profitto sono determinate da asimmetrie informative o da diverse normative: l’aumento della rapidità di comunicazione tra diversi mercati ha notevolmente limitato le asimmetrie informative tra essi e, dunque, le possibilità di arbitraggio, molto frequente in passato proprio sugli strumenti derivati.


A differenza della speculazione, che consiste di fatto nell’opportunità di sfruttare le differenze di prezzo di uno stesso bene in tempi differiti, l’arbitraggio è quindi un modo per avvantaggiarsi delle differenze di prezzo presenti in luoghi diversi.
La prima gioca sul fattore tempo, il secondo sul fattore spazio.

domenica 3 settembre 2017

Finalità dell’operatività in derivati

I contratti derivati nascono con il fine di perseguire la riduzione del rischio d’impresa e la stabilizzazione dei prezzi. E, come tutti gli strumenti di copertura, presentano una forte connotazione speculativa.
L’incertezza che spinge ad assicurarsi fa sorgere, infatti, diverse opportunità di lucrare sul differimento temporale di una prestazione e sull’incognita prezzo di un bene o di un’attività finanziaria e lo stesso contratto di assicurazione vero e proprio ha in sé tutti i connotati di una scommessa.

Sul mercato dei derivati, inoltre, è proprio la presenza di tanti speculatori a garantire la liquidità necessaria per chiudere quotidianamente le posizioni negoziate e agli hedgers di trovare più facilmente una controparte per negoziare posizioni di segno opposte e avviare le proprie strategie di copertura del rischio.

I prodotti derivati oggi sono utilizzati principalmente per tre finalità:

- ridurre il rischio finanziario di un portafoglio preesistente (finalità di copertura o hedging);
- esporsi al rischio al fine di conseguire un profitto (finalità speculativa);
- ottenere un profitto privo di rischio attraverso transazioni combinate sul derivato e sul sottostante tali da cogliere eventuali differenze di valorizzazione (finalità di arbitraggio).

Da: Derivati finanziari: Il mercato dei derivati e i contratti più diffusi (Conoscere Vol. 2)

sabato 28 maggio 2016

I future: difesa e attacco



I future sono contratti a termine standardizzati con cui le parti si impegnano a scambiare una certa attività (finanziaria o reale) ad un prezzo prefissato e con liquidazione differita ad una data futura prestabilita. Sono contratti derivati c.d. “simmetrici”, in quanto entrambi i contraenti sono obbligati a effettuare una prestazione a scadenza: l'operatore che acquista il future si impegna ad acquistare a scadenza il sottostante e assume una posizione lunga (long), mentre l'operatore che vende il future assume una posizione corta (short). 

Di rado in realtà i future si concludono con la consegna fisica del bene o attività sottostante. 
Gli operatori preferiscono infatti chiudere le posizioni aperte rivendendo un contratto future precedentemente acquistato o acquistando il contratto future precedentemente venduto, operatività che consentono di risparmiare sui costi di consegna. Se il future giunge invece a scadenza, potrà essere liquidato per cash settlement (calcolandone il controvalore monetario) o potrà esserci la vera e propria consegna fisica del sottostante: in tal caso, l'esatta quantità e qualità dei beni consegnabili sono fissate dal mercato dove il contratto viene scambiato. 

L'attività sottostante di un future può essere rappresentata da un'azione, un'obbligazione, un indice azionario, una merce (commodity), un tasso di interesse a lungo termine, un tasso a breve o una valuta. La dimensione del contratto definisce l'ammontare di essa che il venditore dovrà consegnare al compratore per ogni contratto stipulato. 
Per ridurre i rischi di insolvenza la Clearing House (la Cassa di Compensazione e Garanzia in Italia) obbliga i contraenti a liquidare quotidianamente le posizioni aperte in future attraverso il meccanismo del marking-to-market.  

I future possono essere negoziati con tre finalità: copertura, speculazione e arbitraggio. 

domenica 5 aprile 2015

Arbitraggio: come sfruttare le differenze di prezzo per ottenere un profitto

Il termine arbitraggio indica un’operazione (o una serie di operazioni) con cui cercare di ottenere un profitto certo senza correre particolari rischi. Di solito un’operazione di arbitraggio consiste nell'acquisto o vendita di un bene o di un'attività finanziaria e in una contemporanea operazione di segno opposto sullo stesso strumento negoziato su un mercato diverso dal precedente, o su uno strumento diverso, ma avente le stesse caratteristiche del primo in termini di payout. In questo modo si sfruttano le differenze di prezzo al fine di ottenere un profitto.  Cosa che si verifica se il guadagno che si ottiene supera i costi per il trasferimento del bene da un mercato all'altro.  L'arbitraggio, a differenzia dalla speculazione, che consente di lucrare sulle differenze di prezzo di uno stessa attività in tempi diversi, è dunque un modo per sfruttare le differenze di prezzo presenti in luoghi diversi.  
A determinare il differenziale di prezzo che consente di ottenere il profitto è un’inefficienza di tipo informativo (o normativo). L'aumento di rapidità di comunicazione fra un mercato e l'altro, grazie soprattutto ai progressi tecnologici, al boom della rete e alla conseguente interconnessione tra mercati, ha, tuttavia, drasticamente ridotte le asimmetrie informative e, quindi, le possibilità di arbitraggio, che risulta infatti oggi meno frequente che in passato. 

Condizione indispensabile affinché possa realizzarsi un’operazione di arbitraggio è che gli strumenti finanziari oggetto di essa siano perfettamente sostituibili. Questi devono essere strumenti identici ma scambiati su mercati diversi oppure strumenti diversi ma aventi lo stesso payout (un paniere di titoli azionari e, ad esempio, il future avente lo stesso paniere come sottostante) o ancora strumenti che possono essere replicati sinteticamente (c.d. triangolazioni sul mercato valutario). 
Ampie opportunità di arbitraggio si presentano tuttavia ancora oggi proprio nel campo dei derivati. Il legame alquanto rigido esistente tra sottostante e derivato rende infatti le due attività, almeno nel brevissimo periodo, perfettamente sostituibili tra loro e l'arbitraggio potrà riportare in linea i prezzi che erano temporaneamente disallineati, contribuendo così alla loro efficienza e a quella dei mercati.