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domenica 1 settembre 2019

Finalità dell’operatività in derivati: hedging o copertura del rischio

I contratti derivati, abbiamo scritto, nascono con la duplice finalità di riduzione del rischio d’impresa e di stabilizzazione dei prezzi.
Come tutti gli strumenti di copertura hanno però una forte connotazione speculativa.
L’alea che spinge ad assicurarsi fa sorgere d’altronde diverse opportunità di lucrare sul differimento temporale di una prestazione e sull’incognita prezzo di un bene o di un’attività finanziaria e lo stesso contratto di assicurazione vero e proprio ha in sé tutti i connotati di una scommessa.


Sul mercato dei derivati, inoltre, è proprio la presenza di tanti speculatori a garantire la liquidità necessaria per chiudere quotidianamente le posizioni negoziate e agli hedgers di trovare più facilmente una controparte per negoziare posizioni di segno opposte e avviare le proprie strategie di copertura del rischio.


L’hedging consiste nel mettere in piedi una o più operazioni di copertura dai rischi correlati ad una posizione aperta su un altro investimento. 

Si tratta di una strategia ampiamente utilizzata nel mondo della finanza, sia dagli operatori che gestiscono un portafoglio di titoli, sia da imprese e investitori privati, ed ha il fine unico di diminuire le potenziali perdite.

venerdì 8 settembre 2017

Hegding e derivati

L’hedging consiste nel mettere in piedi una o più operazioni di copertura dai rischi correlati ad una posizione aperta su un altro investimento.
Si tratta di una strategia ampiamente utilizzata nel mondo della finanza, sia dagli operatori che gestiscono un portafoglio di titoli, sia da imprese e investitori privati, ed ha il fine unico di diminuire le potenziali perdite.


I rischi di natura finanziaria a cui può essere esposto un portafoglio, un’impresa o un investitore sono:

- rischio di mercato. È il rischio rappresentato dalle variazioni sfavorevoli del livello dei prezzi o dei fattori di mercato.
A seconda dei fattori che lo determinano, il rischio di mercato può essere definito rischio di interesse, per tutte le posizioni finanziarie (attive e passive) sensibili alle variazioni dei tassi di interesse, rischio di cambio, per le posizioni espresse in valuta estera, e rischio di prezzo, se a variare sono i prezzi di mercato delle materie prime (rischio commodity);

- rischio di credito o controparte. È il rischio di perdite derivanti dall’impossibilità delle controparti di far fronte agli impegni precedentemente concordati. Questa situazione può dipendere sia da situazioni di difficoltà della controparte, sia da restrizioni legislative apportate dal Paese cui la controparte appartiene (rischio Paese);

-  rischio di liquidità. È il rischio legato alla disponibilità di liquidità. Ricorre quando o non sono più disponibili i fondi per far fronte a richieste di rimborsi, scadenze di impegni e altre uscite finanziarie, o le condizioni per ottenere sul mercato la liquidità necessaria sono diventate eccessivamente onerose.

Un’operazione di hedging si realizza di norma mediante l’acquisto o la vendita di uno o più contratti derivati il cui sottostante è la stessa attività, reale o finanziaria, da coprire.


Da: Derivati finanziari: Il mercato dei derivati e i contratti più diffusi (Conoscere Vol. 2)

domenica 3 settembre 2017

Finalità dell’operatività in derivati

I contratti derivati nascono con il fine di perseguire la riduzione del rischio d’impresa e la stabilizzazione dei prezzi. E, come tutti gli strumenti di copertura, presentano una forte connotazione speculativa.
L’incertezza che spinge ad assicurarsi fa sorgere, infatti, diverse opportunità di lucrare sul differimento temporale di una prestazione e sull’incognita prezzo di un bene o di un’attività finanziaria e lo stesso contratto di assicurazione vero e proprio ha in sé tutti i connotati di una scommessa.

Sul mercato dei derivati, inoltre, è proprio la presenza di tanti speculatori a garantire la liquidità necessaria per chiudere quotidianamente le posizioni negoziate e agli hedgers di trovare più facilmente una controparte per negoziare posizioni di segno opposte e avviare le proprie strategie di copertura del rischio.

I prodotti derivati oggi sono utilizzati principalmente per tre finalità:

- ridurre il rischio finanziario di un portafoglio preesistente (finalità di copertura o hedging);
- esporsi al rischio al fine di conseguire un profitto (finalità speculativa);
- ottenere un profitto privo di rischio attraverso transazioni combinate sul derivato e sul sottostante tali da cogliere eventuali differenze di valorizzazione (finalità di arbitraggio).

Da: Derivati finanziari: Il mercato dei derivati e i contratti più diffusi (Conoscere Vol. 2)

sabato 28 maggio 2016

I future: difesa e attacco



I future sono contratti a termine standardizzati con cui le parti si impegnano a scambiare una certa attività (finanziaria o reale) ad un prezzo prefissato e con liquidazione differita ad una data futura prestabilita. Sono contratti derivati c.d. “simmetrici”, in quanto entrambi i contraenti sono obbligati a effettuare una prestazione a scadenza: l'operatore che acquista il future si impegna ad acquistare a scadenza il sottostante e assume una posizione lunga (long), mentre l'operatore che vende il future assume una posizione corta (short). 

Di rado in realtà i future si concludono con la consegna fisica del bene o attività sottostante. 
Gli operatori preferiscono infatti chiudere le posizioni aperte rivendendo un contratto future precedentemente acquistato o acquistando il contratto future precedentemente venduto, operatività che consentono di risparmiare sui costi di consegna. Se il future giunge invece a scadenza, potrà essere liquidato per cash settlement (calcolandone il controvalore monetario) o potrà esserci la vera e propria consegna fisica del sottostante: in tal caso, l'esatta quantità e qualità dei beni consegnabili sono fissate dal mercato dove il contratto viene scambiato. 

L'attività sottostante di un future può essere rappresentata da un'azione, un'obbligazione, un indice azionario, una merce (commodity), un tasso di interesse a lungo termine, un tasso a breve o una valuta. La dimensione del contratto definisce l'ammontare di essa che il venditore dovrà consegnare al compratore per ogni contratto stipulato. 
Per ridurre i rischi di insolvenza la Clearing House (la Cassa di Compensazione e Garanzia in Italia) obbliga i contraenti a liquidare quotidianamente le posizioni aperte in future attraverso il meccanismo del marking-to-market.  

I future possono essere negoziati con tre finalità: copertura, speculazione e arbitraggio. 

lunedì 25 gennaio 2016

Il rischio commodity


È il rischio correlato alla fluttuazione dei prezzi delle materie prime utilizzate da un'azienda per svolgere la sua attività e può essere di breve, di medio o di lungo periodo.
Nel primo caso di definisce “rischio transattivo” ed è riferito a un arco temporale tra 1 e 3 mesi (di solito il tempo che intercorre tra il momento in cui sorge l’impegno a incassare o pagare e il momento in cui l’incasso o il pagamento viene effettuato oppure il lasso temporale tra l’ordine sette e la vera e propria consegna) e consiste nel rischio di pagare o ricevere un importo maggiore o minore rispetto al prezzo di mercato a seguito di uno specifico ordine commerciale.
Nel caso di medio periodo (3-18 mesi) si parla di “rischio economico”, espressione con la quale si intende il rischio di subire un aumento dei costi e/o un calo delle vendite a causa di movimenti contrari del prezzo delle materie prime.
In ultimo, si parla di “rischio competitivo” per intendere il rischio di lungo periodo (oltre i 18 mesi) derivante da una variazione significativa e duratura del prezzo delle materie prime.
In tal caso lo scostamento potrebbe recare all’azienda una perdita di competitività in termini assoluti, favorendo i beni succedanei, o generare un aumento dei costi non trasferibili al mercato finale.

I soggetti esposti al rischio commodity si riconducono a tre categorie:
- produttori, vale a dire agricoltori, allevatori, estrattori di metalli e materie prime, etc, per i quali una diminuzione del prezzo della commodity comporta una diminuzione nei ricavi, e in generale un disincentivo a svolgere la loro attività, mentre un aumento dei prezzi potrebbe invece far aumentare la redditività aziendale, anche se potrebbe incentivare un aumento della concorrenza e comunque una riduzione dei margini di guadagno;
- acquirenti, cioè gli utilizzatori di materie prime per la gestione della loro attività commerciale e produttiva,  esposti al rischio transattivo in quanto il rischio commodity potrebbe verificarsi nel periodo che trascorre tra l'ordine e la consegna della merce. Una diminuzione dei prezzi potrebbe infatti implicare un aumento della redditività aziendale, mentre un loro aumento potrebbe comportare un calo della redditività se l’azienda non riuscisse a trasferire completamente i maggiori costi;
- esportatori, esposti al rischio politico poiché nel periodo che intercorre tra il momento dell’acquisto e la consegna della merce potrebbero subentrare modifiche legislative o regolamentari con conseguente innalzamento o riduzione dei prezzi della commodity di riferimento.

venerdì 10 aprile 2015

Hedging: come ridurre il rischio su una posizione aperta

L'hedging è una strategia molto utilizzata in campo finanziario e consiste nell'effettuare una o più operazioni di copertura per proteggersi dai rischi legati ad un altro investimento.  Il gestore portafoglio, un investitore privato o anche un’impresa, in tal modo riduce o annulla il rischio derivante da una posizione aperta.  

Le operazioni comportano un costo da pagare e, dunque, il soggetto che decide di diminuire il proprio rischio legato ad una posizione aperta dovrà accettare la riduzione dei potenziali profitti: l'hedging ha, infatti, il solo obiettivo di diminuire le potenziali perdite. 
Di solito un'operazione di hedging si realizza mediante l’acquisto o la cessione di uno o più contratti il cui valore sia legato alla stessa fonte di rischio che influenza il valore della posizione da coprire.  Questi contratti sono definiti strumenti derivati perché sono titoli il cui prezzo è basato sul valore di mercato di altri attività. Tra essi quelli  più utilizzati per le operazioni di copertura sono i future e le opzioni.