mercoledì 1 novembre 2017

Amazon spinge sulla musica con Amazon Music Unlimited

Amazon spinge sulla musica digitale con Amazon Musica Unlimited, il servizio che consente di accedere ad oltre 50 milioni di brani, playlist e radio da qualsiasi dispositivo portatile e senza pubblicità e con il quale il gigante del web sta entrando prepotentemente in questo segmento di mercato che rievoca immediatamente, ad oggi, nomi quali Spotify, Itunes, Google Play Music e Deezer.
Con il servizio in abbonamento a 9,99 € al mese (più o meno quanto richiesto dai principali siti per l’erogazione del servizio senza pubblicità) e 99 € annui (due mesi sono gratis), la musica si può ascoltare ovunque e in qualsiasi momento, anche senza connessione, grazie alla modalità offline. E una volta che Amazon Music Unlimited “impara a conoscere” l’utente, si ricevono suggerimenti personalizzati in base alla musica ascoltata.

È possibile conoscere il servizio grazie al periodo gratuito di 30 giorni, a patto che l’utente non abbia beneficiato del periodo gratuito di Amazon Music Unlimited negli ultimi 12 mesi e abbia almeno 18 anni, mentre l’abbonamento annuale, al momento, è riservato ai clienti Amazon Prime. L’app di Amazon Music è disponibile per Fire, iOS, Android, Web, PC e Mac e tanti altri dispositivi.

Per quanto riguarda la qualità dei brani presenti nella libreria musicale di Amazon, ho avuto modo di ascoltare i brani in formato mp3 di tre CD acquistati sul sito ai quali era associato anche quest’ulteriore servizio e posso dire che, online e offline, s’è dimostrata ottima.

domenica 1 ottobre 2017

Le acquisizioni di Amazon. Parola d’ordine: versatilità


Difficile stare dietro alle acquisizioni e agli investimenti fatti da Amazon dalla sua nascita ad oggi, ma la parola d’ordine resta sempre “versatilità”, che, per l’utente, diventa “servizi integrati”.
Dal 1995 la creatura di Jeff Bezos ha, infatti, effettuato oltre 130 acquisizioni e investito in tutti i settori, compreso quello degli alimentari.
In quest’ultimo, dove Amazon era già presente con AmazonFresh, colpisce l’eclatante recente (giugno) acquisto di Whole Foods Market, leader Usa dei cibi biologici (organic) con oltre 400 punti vendita, per 13,7 miliardi di dollari. Un’operazione definita “epocale” sia per la somma impiegata (la più grande mai messa sul piatto dal gigante dell’e-commerce), sia per aver confermato una volta per tutte l’interesse di Bezos e soci per la distribuzione “fisica”.

Ma soltanto pochi mesi prima, a marzo per la precisione, Amazon aveva fatto sapere di aver concluso l’accordo per rilevare Souq.com, azienda e-commerce con base a Dubai leader dello shopping online in Medio Oriente e Nordafrica con una quota di mercato pari al 68%, battendo Emaar Malls, la divisione centri commerciali del colosso immobiliare del Dubai nota ai più soprattutto per la realizzazione del Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo (830 metri circa), mentre di recente ritornano le voci che la vedrebbero interessata a Slack, startup statunitense che sviluppa un’applicazione di comunicazione aziendale, il cui valore si aggirerebbe già intorno ai 9 miliardi di dollari.

domenica 17 settembre 2017

La speculazione finanziaria

Per speculazione finanziaria si intende l’attività di un operatore finanziario che investe sul mercato supponendo degli sviluppi ad alto rischio. L'esito di questi, positivo o negativo, dipenderà dal verificarsi o meno degli eventi sui quali ha formulato le sue aspettative iniziali.
Se lo scenario aleatorio si manifesterà in linea con le aspettative, l'operazione speculativa avrà un esito positivo, generando un profitto per l’operatore, che nel caso contrario registrerà, invece, una perdita.

A differenza di molte altre attività di investimento, comunque basate sul valore atteso di un titolo, nell’attività speculativa le aspettative non si reggono su significative e robuste stime statistiche, ma su previsioni puramente soggettive, indipendentemente dalle analisi adoperate.
La previsione di eventi senza solide basi statistiche espone l'operatore a grossi rischi, che possono essere compensati da altrettanti grossi guadagni, ma che possono anche degenerare in un rapido fallimento della strategia speculativa e dello stesso soggetto che l’ha adottata.

venerdì 8 settembre 2017

Hegding e derivati

L’hedging consiste nel mettere in piedi una o più operazioni di copertura dai rischi correlati ad una posizione aperta su un altro investimento.
Si tratta di una strategia ampiamente utilizzata nel mondo della finanza, sia dagli operatori che gestiscono un portafoglio di titoli, sia da imprese e investitori privati, ed ha il fine unico di diminuire le potenziali perdite.


I rischi di natura finanziaria a cui può essere esposto un portafoglio, un’impresa o un investitore sono:

- rischio di mercato. È il rischio rappresentato dalle variazioni sfavorevoli del livello dei prezzi o dei fattori di mercato.
A seconda dei fattori che lo determinano, il rischio di mercato può essere definito rischio di interesse, per tutte le posizioni finanziarie (attive e passive) sensibili alle variazioni dei tassi di interesse, rischio di cambio, per le posizioni espresse in valuta estera, e rischio di prezzo, se a variare sono i prezzi di mercato delle materie prime (rischio commodity);

- rischio di credito o controparte. È il rischio di perdite derivanti dall’impossibilità delle controparti di far fronte agli impegni precedentemente concordati. Questa situazione può dipendere sia da situazioni di difficoltà della controparte, sia da restrizioni legislative apportate dal Paese cui la controparte appartiene (rischio Paese);

-  rischio di liquidità. È il rischio legato alla disponibilità di liquidità. Ricorre quando o non sono più disponibili i fondi per far fronte a richieste di rimborsi, scadenze di impegni e altre uscite finanziarie, o le condizioni per ottenere sul mercato la liquidità necessaria sono diventate eccessivamente onerose.

Un’operazione di hedging si realizza di norma mediante l’acquisto o la vendita di uno o più contratti derivati il cui sottostante è la stessa attività, reale o finanziaria, da coprire.


Da: Derivati finanziari: Il mercato dei derivati e i contratti più diffusi (Conoscere Vol. 2)

domenica 3 settembre 2017

Finalità dell’operatività in derivati

I contratti derivati nascono con il fine di perseguire la riduzione del rischio d’impresa e la stabilizzazione dei prezzi. E, come tutti gli strumenti di copertura, presentano una forte connotazione speculativa.
L’incertezza che spinge ad assicurarsi fa sorgere, infatti, diverse opportunità di lucrare sul differimento temporale di una prestazione e sull’incognita prezzo di un bene o di un’attività finanziaria e lo stesso contratto di assicurazione vero e proprio ha in sé tutti i connotati di una scommessa.

Sul mercato dei derivati, inoltre, è proprio la presenza di tanti speculatori a garantire la liquidità necessaria per chiudere quotidianamente le posizioni negoziate e agli hedgers di trovare più facilmente una controparte per negoziare posizioni di segno opposte e avviare le proprie strategie di copertura del rischio.

I prodotti derivati oggi sono utilizzati principalmente per tre finalità:

- ridurre il rischio finanziario di un portafoglio preesistente (finalità di copertura o hedging);
- esporsi al rischio al fine di conseguire un profitto (finalità speculativa);
- ottenere un profitto privo di rischio attraverso transazioni combinate sul derivato e sul sottostante tali da cogliere eventuali differenze di valorizzazione (finalità di arbitraggio).

Da: Derivati finanziari: Il mercato dei derivati e i contratti più diffusi (Conoscere Vol. 2)