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domenica 3 maggio 2015

I titoli obbligazionari: partecipare in veste di creditore

Le obbligazioni sono titoli di credito rappresentativi di quote del capitale di debito dell’emittente che conferiscono al possessore il diritto alla restituzione, ad una certa scadenza, del capitale versato e a percepire degli interessi periodici in date stabilite.
Per il soggetto emittente si tratta di un ricorso all’indebitamento esterno alternativo a quello dei prestiti bancari. Per l’acquirente una forma di impiego di risorse finanziarie che, a differenza delle azioni, non conferisce la qualità di socio, ma lo status di creditore. In merito all'emissione e al collocamento delle obbligazioni, il legislatore pone diversi limiti e obblighi a seconda che i soggetti emittenti siano quotati in borsa o meno.


I titoli obbligazionari possono essere emessi sia da soggetti pubblici, come i titoli di Stato, sia da privati (corporate bond).
In virtù di un tessuto produttivo costituito in prevalenza da imprese medio-piccole, da sempre fiancheggiate, almeno nelle zone più industrializzate del paese, dal sistema bancario, e di un debito pubblico molto elevato, in Italia le obbligazioni pubbliche rappresentano la maggioranza del mercato obbligazionario.

Negli anni seguenti l’introduzione dell’euro, i collocamenti ad opera delle società private italiane hanno tuttavia subito una decisa accelerazione, viaggiando ad un ritmo ben superiore alla media europea e recuperando gran parte del tradizionale ritardo rispetto al resto del Vecchio Continente. Ma le principali protagoniste di questo exploit sono state imprese finanziarie.

domenica 29 marzo 2015

Titoli di credito: un paio di specifiche

All’interno delle classificazioni dei mercati e degli strumenti finanziari, meritano una piccola trattazione a parte i titoli di credito, molti dei quali, nella nostrana esperienza di economia finanziaria, abbiamo visto essere terra di confine tra il mercato creditizio e quello monetario e la cui conoscenza è indispensabile per comprendere la materia.
Essi sono documenti che incorporano un diritto: quando il titolo viene emesso, nasce quindi anche un correlato diritto acquisito automaticamente da chi lo acquista.

A seconda del sistema che ne guida la circolazione, i titoli di credito possono essere al portatore, se trasferiti, con i diritti incorporati, con la semplice consegna del documento (come avviene, ad esempio, con le obbligazioni societarie), all’ordine, se si trasferiscono con la consegna del documento e la girata (si pensi agli assegni e alle cambiali), e nominativi. Questi ultimi vengono trasferiti con la consegna del documento e due annotazioni: una sul titolo stesso ed una sul registro dell’emittente (come avviene con le azioni).